Le origini

Per capire meglio l’utilità e la funzionalità dello strumento che stiamo andando ad analizzare, partiamo dalle origini del termine, dal posizionamento mentale che i filosofi greci ne avevano costruito. Il termine etica deriva dal greco antico “ἦθος” (êthos), che significa carattere, comportamento, e indica lo studio dei costumi e delle abitudini umane, al fine di definire concetti come giusto e sbagliato. Nel linguaggio filosofico, viene intesa come dottrina o riflessione speculativa intorno al comportamento pratico dell’uomo, nella ricerca dei mezzi atti a conseguire la cosa giusta, nella definizione dei valori morali, nella composizione dei criteri giudicanti la morale delle azioni umane. Aristotele definisce l’etica come lo studio delle virtù che contribuiscono a vivere bene, sostenendo che l’azione morale non si limita solo al rispetto delle regole, ma deve puntare al raggiungimento della “eudaimonia”, ovvero la piena realizzazione del potenziale umano o felicità.
Contesto aziendale
Così come i filosofi greci consideravano l’etica fondamentale per il buon vivere, oggi le aziende che adottano un codice etico formale non solo rispettano le normative, ma promuovono comportamenti virtuosi e responsabili, guidando le loro azioni verso il bene comune e la sostenibilità. Nel contesto aziendale, potremmo, quindi, definire l’etica come un insieme di principi e valori che guidano le scelte di un’organizzazione, che aiuta i soggetti, preposti a prendere decisioni, a discernere tra giusto e sbagliato, una vera e propria bussola morale che guida le aziende, orientandole, non solo verso il rispetto, ma anche nel percorso verso decisioni responsabili e sostenibili. L’etica, vista in questa ottica, diventa il fondamento della costruzione del grado di fiducia, trasparenza e integrità verso tutti i soggetti che interagiscono sia internamente che esternamente con l’azienda stessa.
Il codice etico

In ambito aziendale, non basta che i concetti vengano recepiti, bisogna ufficializzarli, renderli visibili sia internamente, che esternamente. In questa ottica, nella costruzione del Modello di organizzazione e gestione, secondo il D. Lgs. 231/2001, si introduce lo strumento del Codice Etico.
Il Codice Etico è un documento formale che, in perfetta sintonia con la definizione data prima, definisce le linee guida su come l’azienda deve agire correttamente nei confronti di clienti, fornitori, dipendenti, comunità e altri portatori di interesse. È un insieme di valori etici, sociali e ambientali che esprime la volontà dell’organizzazione di operare in modo responsabile e trasparente, non si limita a prescrivere obblighi legali, ma estende la sua portata a comportamenti eticamente corretti, anche in assenza di obblighi giuridici. Rientra in un’ottica più ampia di responsabilità sociale d’impresa.
Come strumento, all’interno del Modello 231, il codice etico assume un ruolo strategico, contribuendo alla costruzione della compliance aziendale, prevenendo comportamenti illeciti da parte di collaboratori e dipendenti, dettando le linee guida comportamentali, delineando i valori fondamentali a cui devono attenersi dipendenti, collaboratori e dirigenti.
Sempre in ottica Modello 231, il Codice Etico viene generalmente integrato nei piani di formazione e comunicazione dell’azienda, dove assume una duplice funzione:
-
una vera e propria costituzione dell’azienda, una dichiarazione di integrità che funge da riferimento per evitare condotte contrarie alla legge.
-
Se ben strutturato e applicato, diventa uno strumento di prevenzione, contribuisce a dimostrare l’adozione di un modello organizzativo idoneo.
Bisogna specificare che affinché sia efficace, l’azienda deve far si che tutti i membri dell’organizzazione siano a conoscenza dei suoi contenuti, vigilare sul reale impegno, degli stessi, nel rispettarlo e aggiornarlo periodicamente, tenendo conto dei cambiamenti normativi e delle evoluzioni del contesto aziendale.
Utilizzo pratico del Codice Etico
In ambito pratico, il Codice Etico regola una serie di comportamenti, come il rispetto delle leggi, l’onestà nelle relazioni commerciali, la tutela dell’ambiente e la sicurezza sul lavoro, e deve essere redatto in modo chiaro e trasparente, affinché tutti i dipendenti e collaboratori possano comprenderlo e adottarlo. Inoltre, per essere efficace, deve essere divulgato in azienda tramite attività di formazione e informazione, e deve essere monitorato da un Organismo di Vigilanza (OdV), che controlla la sua applicazione in maniera continuativa.
Vediamo due esempi che ci fanno capire come, nell’atto pratico, può essere utilizzato il codice etico:
-
Prevenzione della corruzione: in linea teorica bisogna vietare qualsiasi pagamento o beneficio non dovuto. Per far si che i principi non restino solo teorici, bisogna metterli in pratica, farli diventare vere e proprie regole che disciplinano le decisioni aziendali. Se, ad esempio, ci troviamo nell’ambito dell’aggiudicazione degli appalti, l’azienda potrebbe applicare rigorosi controlli, sia interni che esteri, per evitare favoritismi o tangenti, dimostrando così l’efficacia del proprio Modello 231 e del Codice Etico a esso correlato.
-
Tutela dei diritti dei lavoratori: Promuove il rispetto delle normative in materia di lavoro, salute e sicurezza, così come il divieto di discriminazioni o il rispetto dei diritti umani, in linea con gli standard internazionali. Come nell’esempio visto sopra, l’azienda, in perfetta coerenza con i principi del proprio codice etico, dovrebbe effettuare dei controlli, interni ed esterni, atti a verificare che anche i soggetti con cui interagisce siano eticamente allineati.
Conclusioni

In sintesi, non basta avere un codice etico con la funzione di mero elenco di regole scritte da tenere in un cassetto, per raggiungere l’optimum attuativo, bisogna trasformarlo in uno strumento dinamico con l’obiettivo: di rafforzare la cultura aziendale, di favorire il rispetto della legalità e di previene comportamenti illeciti, tutto questo senza prescindere da un sistema di controllo su tutte le entità con cui si interagisce. Con questo modus operandi si contribuisce al miglioramento della reputazione dell’azienda e alla sua sostenibilità nel tempo.
Pietro Corbino





